Problemi di Convergenza (Strabismo) e Accomodazione

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Convergenza

Per Convergenza si definisce  la capacità degli occhi di portare entrambi gli assi visivi degli occhi su un punto di fissazione nello spazio.

Ambliopia

Il sistema fusionale ricevendo le immagini dalle fovee  dei  due occhi permette alla corteccia di dare al soggetto un’immagine singola.

E’ il sistema nervoso volontario (scheletale) che lo gestisce.

Quando il cervello non controlla i muscoli estrinseci dell’occhio si parla di strabismo (o tropia) che può essere convergente (esotropia) o divergente (exotropia).

L’Optometria Comportamentale affronta i problemi di strabismo con esercizi di Visual Training.

 

Accomodazione

L’accomodazione serve a mettere a fuoco le immagini sulla retina. E’ il muscolo ciliare (stimolato dal parasimpatico) che contraendosi  (accomodazione positiva) fa aumentare o diminuire (stimolato dal simpatico)  il volume del cristallino ad esso legato  per  variarne il potere diottrico e permettere una messa a fuoco delle immagini sulla retina a tutte le distanze.

L’Ampiezza Accomodativa è tutta la variazione di potere che il cristallino può fare per raggiungere il massimo aumento di volume, cioè di convessità.

L’Accomodazione è un meccanismo dipendente dal sistema nervoso autonomo e quindi  indipendente dalla volontà del soggetto. E’ cioè il cervello che stabilisce il punto focale.

accomodazione

Il sistema accomodativo e lo stress

Quando spostiamo la visione dal lontano al vicino, per leggere, all’interno del nostro occhio il cristallino (per mezzo del muscolo ciliare che lo sorregge) modifica il suo volume, gonfiandosi di circa 2,50 diottrie per darci una messa a fuoco ad una distanza di 40 cm. (la distanza di messa a fuoco di una lente è l’inverso del potere). Tutto questo, come detto, è comandato dal sistema nervoso autonomo. Mentre la Convergenza  (cioè il movimento degli occhi attraverso i 6 muscoli estrinseci) è volontaria e ci dà un’immagine singola.

Ma l’Accomodazione può non reggere l’impegno lavorativo secondo le richieste ergonomiche della scuola (visto che l’apparato visivo che ereditiamo è stato sviluppato ed evoluto in 12 milioni di anni, per la caccia, pesca e raccolta). A questo punto il soggetto o lascia l’impegno prossimale o se insiste nel lavoro da vicino costringe il cervello ad aumentare lo sforzo accomodativo con un ulteriore incremento della quota accomodativa che da 2,50 (fisiologica) si sposta (cioè il cristallino si gonfia di più) a 3,00 a 4,00 a 5,00 , ecc. diottrie di contrazione.

A 5,00 diottrie di accomodazione, per esempio, il punto focale del sistema non sarà più 40 cm ma 20 cm (l’inverso di 5,00 diottrie fa venti) e quindi noteremo che il bambino si sarà avvicinato con la testa al libro per mantenere la messa a fuoco: questo e’ stress! A questo punto è inutile dirgli di allontanare la testa dal libro perché è il sistema nervoso autonomo, che comanda l’Accomodazione, che sta stabilendo il punto focale.

ll bambino potrà manifestare fenomeni astenopici:  mal di testa, lacrimazione, perdita del rigo; deve leggere più volte la stessa pagina per ricordare, lamenta sfocatura da lontano o da vicino dopo la lettura, con conseguente riduzione della resa scolastica e dell’attenzione. In pratica, usa tutte le energie che ha per focalizzare e non ne ha per memorizzare.

A questo punto l’organismo ha due possibilità: o trova l’adattamento modificando la struttura oculare miopizzandosi in modo da evitare richieste accomodative più alte del fisiologico e risolvendo così lo stress e rendendosi più efficiente da vicino ma perdendo il buon visus da lontano (a questo stadio scompaiono le manifestazioni astenopiche), oppure abbandonando l’impegno scolastico perché non in grado di adattarsi.

L’Optometrista può intervenire su entrambe le possibilità: impedendo o controllando la crescita miopica e migliorando l’efficienza accomodativa del secondo consentendogli un surplus di attenzione.

Attraverso l’Analisi Visiva o i 21 punti di Skeffington (strumento di indagine dell’Optometrista) si rilevano tutte le abilità visive del soggetto e non soltanto se ha maturato una qualsiasi forma di adattamento (che sia miopia, astigmatismo ecc.). Quindi il sistema Accomodativo e quello di Convergenza sono misurabili in Diottrie sferiche e prismatiche e da questo quadro d’insieme l’Optometrista Comportamentale è in grado di comprendere se il soggetto è efficiente nel lavoro da vicino e/o da lontano.

Ben inteso, esiste ancora una fascia di soggetti che sono in grado di reggere l’impegno lavorativo da vicino senza bisogno di modificarsi perché hanno abilità visive (rilevate dall’Analisi Visiva) molto alte e quindi sono molto efficienti.

Non basta quindi vedere bene sull’Ottotipo (tabella con lettere) per pochi secondi, per affermare che il soggetto non ha problemi.

Vedere bene o male da lontano è un problema di vista mentre essere efficienti è un problema di visione. Si rischia spesso di scambiare per negligenti dei bambini con seri problemi di focalizzazione, problemi che un esame visivo tradizionale non è in grado di rilevare.

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